G.B.CARIA: In verba Contexens si unisce il suono alla parola, la scrittura ad uno stato embrionale, il grafismo di tutto questo è una ricerca per imprimere su tela il suono, non come semplice nota musicale ma come “dipinto” dell’emozione suscitata?
M.CANTONI: Il mio è un lavoro fatto di calcolo, misura, analisi, costruzione, esattamente come una composizione musicale:  ma  l’emozione è destinata al fruitore; all’artista spetta l’idea che è più un fatto di concetto che di sentimento.

C.PERUCCHETTI
“Musica visiva, come nella trasposizione poetica del Don Giovanni mozartiano, Mara ne configura il Ritratto attraverso trame di cotone rosso con linee spezzate e convergenti a simboleggiare l’irrisolto dramma interiore”

F.MIGLIACCIO
“Un segno, dunque, che “di-segna”, che si materializza in forma, contorno, massa chiaroscurale, simulacro di ciò che è visibilmente tangibile. Ma vano sarebbe ricercare nel segno-parola qualche indizio per risalire ad un contenuto di natura didascalica; esso è una pura manifestazione della mano e riconduce ad un’estetica fortemente concettualizzata, estranea, se non nella mera forma, alla rappresentazione mimetica”.